Angela D’Angelo, alfiere di Mattarella: “Buon anno scolastico ai miei colleghi studenti e al personale docente”.


“Un’altra estate è trascorsa; è andata via portando con sé le vacanze e il

relax, ma lasciando il ricordo di momenti preziosi ed emozioni indimenticabili; è

da poco iniziato un nuovo anno scolastico: i banchi accolgono i ragazzi ancora

profumati di salsedine, con il sole sulla pelle ed il mare negli occhi. Come ogni

anno, la scuola è una grande incognita: “Quali professori avrò? Saranno

comprensivi, esperti nell’arte dell’insegnamento? Cosa dovrò apprendere?

Quali obiettivi mi prefiggo?” si chiede ogni studente.
Per noi studenti, e non solo, inizia una nuova serie di esperienze: infatti ogni

giorno è un’esperienza che va vissuta e fatta fruttare per arricchire il nostro

“bagaglio” di pensieri ed emozioni.

Vorrei soffermarmi su questa bellissima parola: inizio. È un vocabolo ricco di

significato e di fascino; indica l’appressarsi alla scoperta dell’ignoto, di ciò che

non possiamo prevedere, che suscita quindi paura, timore, ma anche e

soprattutto curiosità: desiderio di scoprire, di andare oltre i propri limiti e

mettere alla prova le proprie capacità.

La curiosità è il motore che ha dato origine alla conoscenza, ed ha permesso

l’evoluzione dell’uomo sul piano intellettivo e sociale. La vita è fatta di inizi,

della felicità che ogni inizio dà; l’inizio è fondamentale per l’uomo: lo esorta ad

osservare ciò che poi pian piano conosce, a porsi domande.

Ogni giorno è un inizio, perché diverso dal precedente e dal successivo; ogni

qual volta si dialoga con una persona, fosse anche il proprio migliore amico, è

allora che si inizia a conoscerla.

L’inizio implica precauzione, curiosità, intraprendenza ma anche meraviglia.

Volendo essere più concreti, immaginiamo di prendere in mano un classico

della letteratura; ne sfogliamo le pagine, leggiamo la trama: siamo spaventati

dalla complessità, almeno apparente, dell’opera, le prime righe suonano

ostiche e quasi incomprensibili; poco oltre, un personaggio attrae la nostra

attenzione, avvertiamo il bisogno di “tuffarci” nella sua storia, siamo curiosi di

conoscerne il seguito. E così leggiamo tutto il romanzo. Accade che il

personaggio susciti il nostro stupore, perché molto spesso ci rendiamo conto

che la sua storia è la nostra storia: e rimaniamo incantati ed estasiati come un

bambino che ammira la natura.

Noi esseri umani abbiamo il bisogno delle novità, di iniziare nuove

esperienze; la vita è in continuo mutamento, e all’inizio di ogni avventura

siamo felici, fiduciosi, speranzosi affinché i prossimi eventi portino alla crescita,

alla responsabilità, alla consapevolezza.

Vorrei concludere con un’emblematica frase di Cesare Pavese:

“L’unica

gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è

cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso –

prigione, malattia, abitudine, stupidità – si vorrebbe morire”.

Angela D’Angelo

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