La storia di Mattia e del suo gattino Lucky, avvelenato e poi salvato

Mattia ha 7 anni e in occasione del suo compleanno chiede ai genitori di donargli un gattino. Lo chiama Lucky e le sue fusa sono la sua felicità fin quando un giorno, dalla sua cuccia Lucky fuoriesce tremante e con gli occhietti sgomenti. Le zampe non si reggevano e Mattia si mette a piangere per lo spavento. Quando suo padre torna da lavoro gli dà un po’ di latte e lo prende in braccio. Qualcosa non va… Quel giorno Lucky era stato avvelenato.
Subito i genitori di Mattia chiamano il veterinario del paese, che giunge a casa quasi tempestivamente. Attraverso una puntura riesce a calmare il migliore amico di Mattia, il quale per un pelo, è proprio il caso di dirlo, viene salvato dal medico. Quest’ultimo gli dice ch’è necessario somministrare un antiveleno anche il giorno dopo. Cosicché al mattino le disposizioni del medico vengono eseguite dalla madre di Mattia e per Lucky tutto torna esattamente come prima. Durante la notte Lucky aveva vomitato ciò che aveva ingerito, una “roba verde che puzzava tanto di zolfo”. Successivamente la famiglia di Mattia ha saputo che il gattino, il compagno di avventure di Mattia, aveva mangiato qualcosa contenente “veleno per lumache”.
L’avvelenamento degli animali da compagnia è una piaga che non fa notizia, in quanto siamo abituati a pensare che essi siano inferiori a noi esseri umani, pregiudizio atavico e ingiusto. Tuttavia le sue conseguenze, specie per i bambini come Mattia, sono devastanti dal punto di vista affettivo, perché la compagnia degli animali aiuta i bambini a crescere meglio, lo dice la ricerca scientifica. Molti credono nel nostro territorio che sia l’unica soluzione per tenere a bada il randagismo, invece servirebbero più strutture adeguate di accoglimento, canili e gattili. Sovente, poi, capita che siano proprio i cani e i gatti del vicino a perdere la vita o rischiarla. Purtroppo, ci sentiamo forti con i più deboli, con coloro che non hanno il dono della parola, in senso anche sociale o, come in questo caso, letterale.
Magari, una delle varie storie che mi sono state scritte dopo il servizio mandato in onda al tg di ieri può servire a qualcuno… a qualche essere umano per diventare più “umano”.

Nello Amato

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