Cani e gatti avvelenati anche nel Cilento: una segnalazione da Piano Vetrale

Cani e gatti avvelenati anche nel Cilento. Dopo il servizio mandato in onda al tg odierno, sono pervenute segnalazioni anche da Piano Vetrale. A denunciare il caso è una cittadina, alla quale sono stati avvelenati cani e gatti da compagnia. Secondo quanto detto, la modalità di esecuzione sarebbe la stessa dei casi denunciati nel valdianese: cibo avvelenato.Al padre della signora che ha fatto la segnalazione è rimasto solo un gattino. “Purtroppo” dice la signora “non è un fatto che avviene di rado. Succede molto spesso, soprattutto in estate”.

Nel periodo estivo, infatti, molti sono gli animali abbandonati lungo le strade da persone incivili, che non sanno prendersi cura dei loro “fratelli minori”. Molti sono anche i cuccioli che, per una veterana e meschina “tradizione”, vengono chiuse nelle buste di plastica e gettati nei bidoni o sul ciglio di una strada, causando un danno duplice: la morte dolosa di esseri viventi da una parte e l’inquinamento ambientale dall’altra, siccome è risaputo che la plastica non è biodegradabile e una busta impiega centinaia di anni per essere smaltita in natura.

Tra l’altro oggi, 8 agosto, ricorre la giornata internazionale del gatto e varie associazioni animaliste hanno lanciato un appello di rispetto, aiuti, adozioni e sterilizzazioni di gatti. Non solo, questo è terreno fertile di coltura per i reati di crudeltà e maltrattamento nei confronti dei gatti randagi. A oltre vent’ anni dalla Legge 281/91 la situazione del randagismo è tutt’altro che risolta. Il randagismo è una piaga morale e sociale: gli animali randagi sono esposti a sofferenze, denutrizione, malattie e violenze. La sterilizzazione di animali liberi sul territorio e l’educazione alla sterilizzazione dei proprietari di cani e gatti è la condizione per arginare un fenomeno acuto di abbandoni di animali quasi mai microchippati. È necessario educare i giovani e i meno giovani ad una sviluppata sensibilità nei confronti degli altri esseri viventi e senzienti, per riuscire ad affrontare il futuro nel rispetto dell’ambiente che ci ospita e di cui, purtroppo, ci stiamo troppo spesso disinteressando.
Ricordiamo, infine, le sanzioni penali previste per chi uccide gli animali. Sul sito laleggepertutti.it è scritto: “La legge italiana sanziona una serie di condotte contrarie al sentimento verso gli animali, come l’uccisione, il maltrattamento o l’abbandono. Tali norme sono entrate nel codice penale solo nel 2004, segno di come si è evoluta la sensibilità sociale non solo verso i cosiddetti animali di compagnia, come cani e gatti.

Il primo di questi articoli sanziona l’uccisione e ci spiega che rischia chi uccide un animale:

«Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni»”. La legge prevede la reclusione anche per coloro che, guidando, pur avvistando un gatto, ad esempio, non hanno rallentato evitando la collisione.

Nello Amato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *