Museo di Elea Velia: lettera del Comune , Parco, Club Unesco e Fondazione Grande Lucania al Ministro

Porta la firma del senatore Francesco Castiello, Pres. Fondazione Grande Lucania
di Pietro D’Angiolillo Sindaco di Ascea, Tommaso Pellegrino Presidente PNCVDA
e Massimo Trotta Pres. Club UNESCO Elea-Velia la lettera indirizzata all’attenzione del Ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli per chiedere l’istituzione del Museo di Elena- Velia oggi al centro dell’incontro tra il senatore Castiello e il Ministro.

Questo il testo della lettera :

Il sito UNESCO del Parco Archeologico di Elea-Velia (sec. VI a.C.) si trova nel Comune di Ascea in provincia di Salerno, all’interno del Parco Nazionale del Cilento–Vallo di Diano–Alburni (il cui Ente ne è referente per l’UNESCO) ed è di competenza del Polo Museale della Regione Campania. Ci troviamo, qui a scrivere alla Sua attenzione – in rappresentanza di una più ampia schiera di politici, decisori, accademici, operatori del mondo dell’impresa e del terzo settore nonché della società civile – in ragione della condivisione di intenti per la realizzazione del Museo di Elea-Velia.
Un museo quale infrastruttura necessaria per rafforzare la tutela, la conservazione, lo studio, la prevenzione, la manutenzione ed il restauro delle emergenze archeologiche del sito e del territorio; un museo necessario per aumentare l’offerta culturale di un’area a forte vocazione turistica, per rendere finalmente fruibili al pubblico i tanti reperti oggi inaccessibili, nonché per svolgere attività e prestare servizi oggi impossibili. Un museo necessario per dotarsi di una sede espositiva in grado di poter interagire con altre strutture ospitando temporaneamente pezzi di altre esposizioni e, non di meno, dove studiare e conservare i reperti di nuovi e ambiziosi scavi perché troppo poco di Elea è alla luce. E si immagini cosa può emergere dallo stimato 80% ancora sepolto della città che fu di Parmenide e Zenone e con quali possibili riflessi sulla conoscenza di due dei più significativi filosofi dell’antichità e non solo (sic!).
Istituire un Museo di Elea-Velia è una condizione per poter fare di più, per fare meglio quello che già si fa ma anche per fare altro: un Museo, inteso come investimento, è necessario per dotare il Parco archeologico e il contesto territoriale cui è intimamente connesso di una infrastruttura strategica che ponga le basi per prospettive di sviluppo di medio-lungo periodo che rapporti la valorizzazione del bene culturale a prospettive di sviluppo territoriale sovralocale. Un museo inteso quale istituzione permanente, senza scopo di lucro, accessibile, che opera in un sistema di relazioni al servizio della società e del suo sviluppo sostenibile. [Che] effettua ricerche sulle testimonianze dell’umanità e dei suoi paesaggi culturali, le acquisisce, le conserva, le comunica e le espone per promuovere la conoscenza, il pensiero critico, la partecipazione e il benessere della comunità. Un museo che sia attuale e all’avanguardia già in fase ideativa, a cui noi ci approcciamo sposando la definizione di cui sopra proposta nel mese di maggio da ICOM-Italia – particolarmente aderente al Parco archeologico di Elea-Velia – che va a dare parziale ma significativa novazione a quella contenuta nel DM 23.12.2014 (Organizzazione e funzionamento dei musei statali) aggiungendo le espressioni “paesaggio culturale” e apponendo il carattere della “sostenibilità” allo sviluppo del contesto in cui il museo si inserisce. Una definizione, ribadiamo, particolarmente aderente al Parco archeologico di Elea-Velia che porrebbe un nuovo museo non come mero contenitore di reperti ma come polo delle specificità d’area non semplicemente a servizio dell’area tutelata ma un “produttore culturale” di rango territoriale.
L’antica città di Elea è luogo fortemente significativo per la storia e la cultura delle civiltà occidentali nonché per il contesto territoriale che ha contribuito a formare. Oltre ad essere luogo di nascita del pensiero occidentale con la Scuola eleatica di Parmenide e Zenone, fu sede di una scuola medica antesignana della Scuola medica Salernitana, fu fiorente centro politico ed economico conosciuto già dagli antichi per quelle peculiarità codificate 2500 anni dopo da Ancel Keys con la Dieta Mediterranea che l’UNESCO nel 2010 ha riconosciuto tra i patrimoni immateriali dell’umanità individuando tra l’altro, proprio nel Cilento, uno dei suoi luoghi emblematici. Ma già dal 1997 Elea-Velia è attenzionata dall’UNESCO rientrando nel perimetro del Programma MAB, che punta a preservare e generare valori naturali e culturali attraverso una proposta politica e gestionale scientificamente corretta, culturalmente creativa e operativamente sostenibile. Nonché, dal 1998, Elea-Velia è iscritta nella World Heritage List quale sito e quale elemento caratterizzante il paesaggio culturale dell’Area Parco: un paesaggio evolutivo vivente e vitale nel mondo contemporaneo che, posto al centro del Mediterraneo, ne concretizza gli aspetti peculiari: la biodiversità, la compenetrazione ambientale e l’incontro delle genti. In questo senso andrebbe inquadrato il Parco archeologico di Elea-Velia, non esclusivamente come storia da apprendere ma come conoscenza da produrre nella contemporaneità, nella più generale valorizzazione del Parco archeologico, nella riqualificazione e rigenerazione del contesto insediativo più prossimo all’area e nella realizzazione di un Museo di Elea-Velia. Un intervento questo – la cui realizzazione rientrerebbe tra quelli prioritari a cui concedere finanziamento sia ai sensi dell’art.2 della Legge 77 del 2006 sui siti UNESCO nonché dalle misure di incentivazione dall’art. 7 della L. 394/1991 sulle Aree Protette – che vuole un museo calibrato su istanze innovative di tipo funzionale, paesaggistico, museologico e pedagogico: un programma sperimentale di rigenerazione urbana, territoriale e paesaggistica con fulcro sul Parco archeologico dove il Museo è sempre più laboratorio di valorizzazione sostenibile del territorio
Si auspica e si chiede, quindi, un adeguato sostegno da parte del MIBAC al processo di ideazione, finanziamento e realizzazione del Museo di Elea-Velia e di riqualificazione del suo ambito circostante. Di tal guisa, come primo atto, chiediamo al Signor Ministro di concretizzare l’adesione della Sua volontà politica ai nostri summenzionati intenti attraverso l’istituzione di una cabina di regia – modalità di lavoro condiviso e strutturato già utilizzata con successo in altre situazioni rilevanti – alla cui formalizzazione vorrà Ella partecipare accettando il Nostro invito nell’antica città di Elea che, fin d’oggi, mai si è onorata della visita di un Ministro della Repubblica e né, tantomeno, alcun Ministro si è mai concesso l’onore di posare il passo dove già lo fece Parmenide pur seguendone, più o meno consapevolmente, le sue orme immortali sulla cui traccia, ancora oggi, si fonda il pensiero delle civiltà occidentali.
Sen. Francesco Castiello
Pres. Fondazione Grande Lucania
Pietro D’Angiolillo
Sindaco di Ascea
Tommaso Pellegrino
Presidente PNCVDA
Massimo Trotta
Pres. Club UNESCO Elea-Velia

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