La Casa di Cura Cobellis entra nella Rete Oncologica Campana. Unica struttura sanitaria nel territorio a Sud di Salerno abilitata alla chirurgia dei tumori.

La Casa di Cura Cobellis entra nella Rete Oncologica Campana. Unica struttura sanitaria nel territorio a Sud di Salerno abilitata alla chirurgia dei tumori.

La Casa di Cura Cobellis é stata inserita nella Rete Oncologica Campana. Un importante risultato per la struttura sanitaria che da oltre 70 anni rappresenta un punto di riferimento nell’assistenza sanitaria.

La Casa di Cura Cobellis è tra le 22 strutture sanitarie, unica nel territorio a Sud di Salerno, inserite nella ROC. È stata definita struttura di riferimento per le attività chirurgiche dei tumori di colon, retto, pancreas, mammella e prostata.

La Clinica di Vallo della Lucania è stata inserita nella Rete sulla base dei volumi di chirurgia oncologica  erogati  negli ultimi anni. Riconosciuta, dunque,  la qualità dei servizi resi dalla Casa di Cura Cobellis che potrà continuare a garantire l’attività chirurgica dei tumori sul territorio cilentano.

“L’inserimento nella Rete Oncologica Campana è un importante riconoscimento per la Casa di Cura Cobellis, per la sua tradizione chirurgica e per il programma di chirurgia oncologica avviato nel 2015 con corposi investimenti in risorse umane e tecnologiche” sottolinea il dott. Luigi Cobellis. “La cura delle malattie neoplastiche – aggiunge – è sempre più efficace, ma è sempre più complessa e richiede lo sforzo congiunto di tante e diverse professionalità che devono essere sempre aggiornate, devono essere capaci di lavorare in team, devono potersi avvalere delle più moderne tecnologie diagnostiche e terapeutiche. Su questi principi abbiamo costruito il nostro programma di crescita chirurgica che ha conseguito importanti risultati sia nel numero che nella qualità degli interventi e soprattutto nei risultati chirurgici. Questo riconoscimento premia il lavoro serio e la profonda dedizione di tante persone che quotidianamente esprimono la loro qualificata professionalità. Rappresenta anche, non dimentichiamolo, l’opportunità per i cittadini di un’area vasta, ma fragile, come il sud della provincia di Salerno, di potersi giovare di cure eccellenti senza doversi necessariamente sottoporre a lunghi e disagevoli spostamenti”.

Il provvedimento appena licenziato non solo identifica le strutture abilitate alla gestione chirurgica dei tumori, sulla scorta dei casi di incidenza oncologica regionale ( specifica per sede), ma definisce anche che ogni struttura deve rendere conto di un numero minimo di casi trattati ogni anno, requisito che determina esperienza, capacità e produttività. L’analisi si è infatti focalizzata sui volumi delle attività chirurgiche così da identificare i centri di chirurgia da ammettere nella rete oncologica. Una struttura abilitata alla cura di una determinata patologia può non essere stata autorizzata a trattarne altre. In parole povere, è stata rispettata l’individualità dei percorsi diagnostico- terapeutici. La cosiddetta competenza tumore- specifica.

Spulciando le tabelle non sfugge che per il trattamentochirurgico del tumore del Pancreas la clinica di Vallo è tra le nove abilitate in tutta la regione. Cinque  a Napoli, una a Benevento, una ad Avellino e due a Salerno tra cui la Cobellis.

“Un grande lavoro di squadra – dice il dott. Massimo Cobellis, Amministratore della Casa di Cura – che vede impegnato ogni giorno personale medico ed infermieristico altamente qualificato. Un risultato che certifica la vocazione chirurgica della Casa di Cura “Cobellis”e l’accredita come struttura di riferimento per la chirurgia oncologica, del colon, del retto, del pancreas della mammella e della prostata. L’oggettività del dato ci rende orgogliosi come struttura e come Cilentani”.

Delle 92 strutture operanti in Campania sia pubbliche che private solo 22 sono state inserite nella Rete. Tutto ciò servirà anche a rasserenare i pazienti: potranno fidarsi senza timore delle cure erogate, con specifiche competenze. Così si ridurrà significativamente la migrazione extraregionale e, contemporaneamente, anche la frammentazione regionale delle strutture abilitate ai trattamenti chirurgici specifici per sedi tumorali. L’attuale decreto è solo un punto di partenza: tutto il sistema regionale diagnostico – assistenziale in oncologia si avvia verso un nuovo percorso fondato su multisciplinarietà, qualità e tempestività”.

 

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