Emergenza Sanità, Tomasco: dopo il caso Croce Azzurra affrontiamo la questione 118

Non si smonta il caso delle ambulanze della Croce Azzurra, sospese dopo la parata per la vittoria elettorale di Franco Alfieri a Capaccio Paestum e poi “riabilitate” dal Tar. I sindacati intervengono sulla questione. Biagio Tomasco, segretario territoriale Nursind, ha inviato all’Asl Salerno una missiva con talune riflessioni sulla vicenda.

“Innanzi tutto il TAR, seppur in maniera a parere nostro frettolosa e poco incidente sulla questione, ha sostenuto la nostra stessa posizione, ovvero non si revoca un servizio senza avere la dovuta copertura sostitutiva, il famoso piano B, cosa che la Direttrice della FC Emergenza Urgenza avrebbe dovuto predisporre, e non ha fatto, esponendo in tal modo l’azienda alla decisione imperativa del TAR, avendo tra l’altro lo strumento della graduatoria stilata da cui attingere per poter riassegnare il servizio”, evidenzia Tomasco.

Poi il segretario Nursind si interroga sul perché “nella serata di ieri, 17 giugno 2019, intorno alle ore 19:00 le ambulanze facenti capo alla Croce Azzurra di Capaccio si sono ripresentate sulle postazioni in precedenza assegnate senza che nessuno, inclusa la COT 118 di Vallo della Lucania, ne avesse avuto notizia, cosa tra l’altro verificata personalmente dallo scrivente tanto presso la COT 118 di Vallo della Lucania tanto quanto presso il PS del PO San Luca”. Una situazione che evidenzierebbe uno stato di confusione in seno all’azienda stessa.

Poi, in vista dell’udienza sul caso fissata al Tar per il prossimo 10 luglio ci si chiede se l’Asl sottolineerà l’impossibilità di confermare il servizio alla Croce Azzurra non solo per il corteo di Capaccio, ma “anche e sopratutto per quanto previsto dal capitolato speciale di gara, che ai Requisiti di Ammissione, al punto 3, dispone chiaramente che siano previste assenza di condanne penali passate in giudicato, relativamente a tutti i soggetti titolari della rappresentanza legale e/o titolari della capacità di impegnare l’Ente di volontariato verso terzi, nel mentre risulta, anche a mezzo dell’interrogazione parlamentare avanzata dal Senatore Francesco Castiello a Camere unite, che le ambulanze appartengono a tal Roberto Squecco, imprenditore funerario condannato con sentenza definitiva per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e ritenuto dalla Cassazione in organico al clan camorristico Marandino”.

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