VIDEO. Sacro Monte l’avvocato Rizzo: sentenza che invita alla riflessione

 

Il Comune di Novi Velia vince la causa contro il Vescovo e il Rettore del Santuario. La strada Via crucis che apre le porte al luogo sacro è del comune. Lo ha deciso il Tribunale di Vallo che ha rigettato la domanda di rivendica della proprietà della strada avanzata dalla Diocesi di Vallo e dal Santuario di Novi contro il Comune rappresentato e difeso dall’Avvocato Valerio Rizzo. Così mentre si discute sulla riapertura della strada che da Novi consente l’accesso al Santuario, il comune ha prorogato l’ordinanza di chiusura per la caduta di massi per altri 45 giorni, il tribunale fa chiarezza su un’altra vicenda iniziata nel 2003 quando la Diocesi vallese ed il Santuario del Sacro Monte, tramite il proprio Rettore, avviarono un procedimento giudiziario conto il Comune di Novi Velia per vendicare la proprietà esclusiva della strada che, sulla sommità del Monte Gelbison, conduce all’area del Santuario, consistente nella cosiddetta”Via Crucis”.In particolare sull’area veniva vantato un usucapione per possesso ultratrentennale. Secondo la tesi dei due enti ecclesiastici, con atto pubblico del 1323, l’allora feudatario del luoghi, Conte Marzano, donò l’area del Santuario  ai monaci Celestini, nella cui disponibilità restò fino all’abolizione dell’ordine monastico. Il Tribunale di Vallo tuttavia, non ha ritenuto condivisibili tali argomentazioni. La decisione si è basata su precedenti procedimenti risalenti ad inizio ‘800 con  il Decreto che già vide contrapposti il Vescovo della Diocesi di Capaccio-Vallo ed il Municipio di Novi Velia. Secondo il Tribunale la sentenza del 1880 non riconobbe alcuna forma di proprietà del Vescovo sul Santuario e sulle relative pertinenze, attribuendogli piuttosto una forma di detenzione qualificata. Intanto il Santuario aperto domenica scorsa è raggiungibile solo a piedi.

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