FOTO. Camerota ricorda la tragedia delle Strambaie

A Marina di Camerota oggi si commemora la tragedia avvenuta nel 2 giugno del 1867. Un naufragio, che vide coinvolte 20 giovani donne tutte “strambaie” e 2 marinai nella “Cala di Marcellino”, ribattezzata poi “Cala dei Morti” dai cittadini camerotani, in ricordo di quello che successe quel giorno. Le donne, tutte molto giovani, dopo aver caricato fino al limite la barca di erba spartana, si apprestavano a ritornare a casa. Questa mattina le donne di Marina di Camerota che hanno costituito il comitato de Le Strambaie. insieme agli amministratori locali con l’assessore Teresa Esposito hanno organizzato un momento commemorativo in mare per ricordare e far conoscere ai più giovani questa tragedia. In mattinata è stata deposta una corona di fiori sul luogo della tragedia con la partecipazione di una motovedetta della Capitaneria di porto insieme al comandante. Toccanti le parole del parrocco  Don Andrea Sorrentino. Tante le le barche della coopoerativa Cilento Blu. L’iniziativa ha visto l’anno collaborazione della  cooperativa di barche Cilento Blu. Un momento toccante. Il cosiddetto Esparto degli Spagnolo italianizzato in Sparto,  è il nome di una specie di piante appartenenti alla famiglia delle Poacee (o Graminacee) che serviva, allora, per la fabbricazione delle corde utilizzate nell’allevamento delle cozze.) Ma purtroppo, visto il carico esagerato, all’altezza della “Cala di Marcellino” la barca  naufragò e lì persero la vita dodici delle venti donne imbarcate. I cittadini di Marina di Camerota ogni anno ricordano questa triste storia con una processione che parte dal porto il giorno 1 giugno alle ore 9,30 circa e prosegue poi fino alla “Cala dei Morti”. Un fatto molto curioso è successo anni fa. Sullo scoglio dove trovarono riparo le otto donne che si salvarono fu impiantata una croce che con gli anni e l’aiuto della salsedine si era rovinata notevolmente, i cittadini decisero di rimuoverla per istallarne una nuova, ma, la croce non si mossè di un millimetro e alla fine furono costretti ad istallare la nuova croce vicino senza rimuovere l’altra.

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