VIDEO Camerota, Antonio Romano lascia il carcere

Antonio Romano ha lasciato il carcere di

Vallo della Lucania. Il gip Sergio Marotta dopo un lungo interrogatorio ha disposto per l’ex sindaco di Camerota gli arresti domiciliari. Assistito dall’avvocato Marco Fimiani, Romano non si Ă© sottratto alle domande del giudice. Si è avvalso invece della facoltĂ  di non rispondere l’ex amministratore Rosario Abbate che resta in carcere insieme a Fernando Cammarano ancora non sottoposto ad interrogatorio di garanzia. 

“Il mio cliente – ribadisce l’avvocato Fimiani ha risposto alle domande del giudice. Ora Ă© a casa. Per lui si è affievolirĂ  la posizione. Certo è una prima fase ma possiamo dirci parzialmente soddisfatti”. L’avvocato non aggiunge altro. Nel lungo interrogatorio iniziato nella tarda mattina e che si è concluso nel primo pomeriggio Romano ha fornito le sue dichiarazioni sulle pesanti accuse di corruzione. Secondo la Procura vallese Romano e gli altri indagati avevano creato una vera e propria “rete” in grado di controllare la quasi totalitĂ  delle gare di appalto del Comune di Camerota, pilotandole verso societĂ  con a capo imprenditori collegati agli amministratori, da amicizia, vincoli di parentela o comuni interessi economici. Oltre alle dodici misure cautelari al momento nel registro degli indagati ci sono altre 19 persone, coinvolti anche medici ed avvocati. La regia del sistema di corruzione sarebbe stata nelle mani dei due sindaci. Antonio Romano conosciuto  come Toitto e  Antonio Troccoli, econosciuto in paese come Pitto, papĂ  di Ciro, all’epoca dei fatti consigliere comunale finito anche lui ai domiciliari.

Troccoli in particolare  era colui che decideva “il bello e il cattivo tempo”. Al centro della vicenda figurano le società partecipate dell’ente, quelle che per gli inquirenti sarebbero i bancomat degli ex politici. Dalle casse comunali qualcuno avrebbe preteso i soldi per curarsi i denti. “Allora io, come ti avevo detto già tempo fa, ho un problema». Ad essere intercettato nell’ufficio del sindaco, il 24 agosto 2016, è Rosario Abbate che colloquia proprio con il primo cittadino Romano. «Oramai – continua Abbate – è caduto tutte cose…e allora io questo qua te lo volevo dire già da tempo, sia questo qua, piano piano a qualcuno, troviamo, mo non lo so…lo ho fatto vedere pure a P., là a Marina, non lo so se ci tiene rapporti pure e cose, però ci andava mia figlia…». Abbate porta all’attenzione del sindaco problemi inerenti ai suoi denti. Quello là «se si ci mette me lo deve fare, per lo meno i provvisori me li deve fare, perchè sono scugnati proprio che non…eh, allora si ci deve parlare come meglio poi dopo uno può fare, fà…allora cosa». La conversazione continua con Abbate che chiede «qualche ditta grossa, qualche cosa, per lo meno una cosa di soldi da mettere da parte”.

Giovedì  presso il  Tribuinale Vallese, invece,  dovranno comparire alle 10 davanti al Gip i tre indagati  finiti ai domiciliari: l’ex Sindaco Antonio Troccoli, il figlio Ciro ex assessore e l’ex vice sindaco Michele Del Duca. Giovedì pomeriggio alle 15, saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia gli indagati ai quali è stato imposto il divieto di dimora e l’interdizione dai pubblici uffici : Giancarlo Saggiomo, Vincenzo Bovi, Vincenzo De Luca, Lorenzo Calicchio , Mauro Esposito e Antonietta Coraggio. Per i tre indagati ai domiciliari il giudice ha disposto lo spostamento senza l’una so delle manette e con la scorta alla quale è stato ordinato di non far colloquiare i due Troccoli e Michele Del Duca tra di loro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *